A margine del XIII Buffalo Congress, tenutosi a Caracas dal 22 al 24 Novembre, è stato organizzato il Buffalo Tour, un viaggio nell’entroterra venezuelano per visitare gli allevamenti bufalini che ad oggi contano quasi 3.500.000 capi.

Un’ottima iniziativa predisposta dagli stessi organizzatori del Buffalo Congress, Nicola Fabozzo e tutto il suo staff, che hanno anche fisicamente accompagnato gli oltre 150 ospiti nel viaggio.

Abbiamo ricevuto il reportage del tour direttamente dal Dott. Carlos José Alvarado Sánchez di cui pubblichiamo un estratto, grazie alla traduzione del Dott. Angelo Citro.

Tre giorni, dal 25 al 27 novembre, in cui, attraversando diversi Stati, è stato possibile per i partecipanti conoscere alcune fra le realtà più interessanti legate all’allevamento bufalino in Venezuela.

Dopo un lungo viaggio snodatosi fra pianure, colline e rilievi montuosi, la prima tappa del tour ha avuto inizio nello Stato di Guárico, che prende il nome dal fiume omonimo, e la cui capitale, Calabozo, è considerata il granaio del paese, poiché predominano le industrie di stoccaggio del grano e di bestiame.

A pochi chilometri da Calabozo, si trova Hato Santa Rosa, azienda della famiglia Amaro, dove è stato inaugurato il gigantesco monumento di ‘Buffalo’ alla presenza di importanti personalità della regione.

 

Nella regione della pianura le estensioni di terreno sono popolarmente conosciute con due denominazioni principali: ‘HATO’ nel caso dei terreni per l’allevamento di bestiame con più di 5.000 ettari, e ‘FUNDOS’ per le estensioni di terreno destinate all’allevamento del bestiame ma di dimensioni minori, inferiori a 5.000 ettari. Nel resto del Paese, Haciendas è il termine per definire Hato e Finca quello per il Fundo.

Continuando il viaggio, i partecipanti hanno avuto anche la possibilità di assistere all’asta dei bufali presso la Fiera di Asoufalo a San Fernando de Apure.

Il giorno successivo, allo stabilimento Bufito, della famiglia Mosser, dove si produce il “Dulce de Leche de Búfala”, è stato possibile assistere al processo di lavorazione di questo prodotto e della mozzarella di bufala.

Non distante si trova un altro Hato, La Guanota, pioniere dell’allevamento di bufali in Venezuela, che proprio in concomitanza dell’arrivo del Buffalo Tour ha inaugurato il caseificio che prevede di lavorare 9.000 litri di latte al giorno.

Dopo una degustazione dei prodotti aziendali, è stato possibile visitare le strutture coperte e le due unità di mungitura.

L’ultimo giorno del Tour, nel settore di Camaguán, è stato visitato un Hato con un’estensione di 14.500 ettari e circa 5.000 bufali, lo Hato Santa Rosa.

La proprietà è attraversata da tre canali (piccoli fiumi formati dal deflusso dell’acqua accumulata nella savana), che consentono all’azienda di avere acqua tutto l’anno.

Spostandosi poi nello Stato di Cojedes, presso lo Hato La Soledad, di proprietà del Sig. Angelo Pluchino, i visitatori hanno potuto vedere i suoi bufali di alta genealogia, incluso il campione nazionale.

Nel pomeriggio, ultima visita alla Finca El Pilar, nello Stato di Cojedes, proprietà del signor José Antonio Molina Rodríguez. L’azienda è nata nel 2017 importando seme da Brasile e India e conta oggi oltre 3.000 animali. Attualmente questa unità produttiva ha una capacità di mungitura di 700 animali con una media di 8 litri che arrivano a 10 in alcune stagioni dell’anno.

Il Buffalo Tour è stato chiuso da una serata conviviale con cibo e musica venezuelana.

‘Con il Buffalo Tour e il World Buffalo Congress, crediamo di aver dimostrato che in Venezuela, nonostante tutte le difficoltà in materia agroalimentare, siamo un Paese dove la nostra più grande ricchezza sono le risorse umane, le persone che lavorano duramente ogni giorno, con passione e perseveranza, in modo in cui accogliamo tutti coloro che ci visitano come se fossero parte della nostra famiglia. Ecco perché in Venezuela siamo all’altezza dell’impegno che ci viene affidato’.

Questa la nota del Dott. Sanchez a chiusura del suo reportage.