Sapere significa molto di più della semplice conoscenza: il sapere è il rispetto del conoscere. Questa definizione lascia intuire quale sia l’importanza che si nasconde sia nel sapere, cioè l’insieme delle conoscenze teoriche e il progredire nell’implementarle, sia nel saper fare, ovvero la capacità di applicare le conoscenze teoriche alla realtà unita all’abilità nell’esecuzione delle operazioni manuali; in definitiva, il saper fare assume un significato più ampio della mera manualità perché implica il “mettere nelle mani cioè che si ha nella testa”.
Acquisire il sapere e il saper fare costituisce una sempre attuale prerogativa per poter lavorare; anzi, entrambi costituiscono i pilastri sui quali si fonda l’aspettativa di impiego delle nuove generazioni. Per questo motivo, è sembrato interessante conoscere l’opinione dei giovani su questo argomento e, perciò, rivolgere alcune domande a Elisa Morotti (23 anni), laureata in Allevamento e Benessere Animale, che attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze delle Produzioni Animali presso l’Università degli Studi di Milano, e ad Alessia Cunego (19 anni) che studia Scienze Agrarie presso l’Università degli Studi di Bologna e la cui famiglia possiede un allevamento di bovine da latte.
Quale significato assume, per voi, oggi, il sapere nel settore della bovina da latte?
Elisa: “Le nozioni teoriche costituiscono la base per riuscire a capire, interpretare e formulare eventuali strategie/soluzioni attuabili all’interno dell’azienda. Esse però risultano, a mio avviso, efficaci solo se si conosce il lato pratico. Questo è un settore molto dinamico nel quale la tecnologia si sta sviluppando velocemente per cui la raccolta, la gestione e la conoscenza dei dati risulta fondamentale per gestire correttamente un’azienda. Le continue scoperte in campo scientifico-tecnologico implicano un continuo aggiornamento e implicano di possedere dei prerequisiti teorici per poter comprendere al meglio le soluzioni proposte”.
Alessia: “Dal mio punto di vista assume il significato di competenza e di professionalità non meno di una passione che sfida le difficoltà e le convenzioni. Esso è fondamentale per rimanere al passo con i tempi, che corrono veloci, e per agire consapevolmente con il proprio operato.”
E il saper fare?
Elisa: “In questo settore, il lavoro manuale è preponderante. Solo con la pratica è possibile imparare a relazionarsi con gli animali e comprendere appieno come si svolgono i lavori routinari, e non, all’interno di un’azienda. Secondo me, possedere queste conoscenze permette di riuscire a interpretare, in modo diverso, le varie informazioni che ci vengono fornite per poter organizzare/svolgere in modo più efficace il lavoro.”
Alessia: “Per quanto riguarda il saper fare, è fondamentale per conoscere a fondo la situazione aziendale e, quindi, condurla al meglio (sia che si agisca in prima persona sia che si affidi l’operato a terzi): ciò permette, poi, di consolidare le proprie conoscenze teoriche in materia e, talvolta, di riconoscere la necessità di aggiornarsi.”
Oltre a studiare, che cosa fate per incrementare le vostre conoscenze teoriche e la vostra esperienza pratica?
Elisa: “Innanzitutto, per migliorare la mia formazione teorica, ho deciso di proseguire il percorso di studi universitari iscrivendomi alla laurea magistrale di STPA e cerco di approfondire gli argomenti trattati durante le lezioni leggendo degli articoli tecnico-scientifici. Inoltre, ho frequentato due corsi teorico-pratici: uno per conseguire la qualifica di operatore abilitato alla F.A. e uno inerente la mascalcia bovina; in futuro, non escludo di partecipare ad altri corsi. Per quanto riguarda le abilità pratiche ho avuto la fortuna di poter lavorare in due allevamenti di bovine da latte: il primo era un’azienda di piccole dimensioni dotata di un robot di mungitura, mentre attualmente presto la mia attività, in un allevamento di grandi dimensioni. In entrambe le realtà, ho incontrato dei tecnici e dei colleghi che mi hanno affiancato e istruito. La scorsa estate ho svolto anche una breve esperienza, molto formativa, presso un alpeggio situato nelle Prealpi Orobie.”
Alessia: “Partecipo il più che posso alle attività aziendali cercando il riscontro pratico dei miei studi. Ciò mi permette di confrontarmi con altri esperti del settore che condividono l’esperienza, le opinioni, le idee, mantenendo così il mio apprendimento ed il mio interesse dinamici ed aggiornati, aspetto fondamentale, soprattutto di questi tempi.”
Quali ritenete siano i vantaggi, attuali e futuri, derivanti dall’aver maturato una valida preparazione teorico-pratica?
Elisa: “Come tutti i settori, anche l’allevamento della bovina da latte richiede conoscenze teoriche e pratiche: per questo motivo, credo che il principale vantaggio risieda in una maggiore possibilità di inserirmi nel mondo lavorativo quando avrò terminato l’università. Spero che questo mio percorso venga riconosciuto positivamente.”
Alessia: “Ragionando nel presente essi consentono una concreta e redditizia gestione aziendale, cioè assicurano la base per proseguire l’attività nel futuro; di conseguenza rappresentano la capacità di mantenere se stessi e la propria attività al passo con i tempi.”
Che cosa vi aspettate dalla formazione di settore (scuola superiore, università, enti, organizzazioni settoriali)? Che cosa dovrebbe dare in più?
Elisa: “Ritengo che ciò che manchi realmente sia un’efficacie applicazione pratica di quanto appreso durante le lezioni teoriche. Penso sia importante prevedere dei laboratori pratici, delle uscite/attività in cui si “tocchi con mano” la realtà presentata a lezione: questo potrebbe aiutare molto a conoscere il settore zootecnico, a sviluppare un proprio pensiero, oltre che a migliorare le proprie conoscenze.”
Alessia: “Sarebbe fondamentale che si riuscisse a trasmettere una “filosofia” dell’agire, spinto da motivazione, da cognizione e sviluppato per obiettivi personali e comuni. Mi rendo conto che non si tratta di obiettivo facile, ma ora più che mai il comparto agricolo ha bisogno di dimostrarsi resiliente e competente agli occhi del futuro. Troppo spesso il tempo dedicato alla formazione è scarso e confinato al “noioso” studio teorico quando, in realtà, sarebbero proprio le abilità pratiche e il confronto con elementi esperti del settore che aiuterebbero a fissare nella mente i concetti, oltre a comprendere la realtà presente, la nostra eredità sulla quale ci dovremo basare per costruire il nostro futuro.”
Nella foto di copertina Elisa Morotti (Foto: Olivari, 2023).






































































