Siamo in Abruzzo, nello splendido paesaggio dell’altopiano del lago artificiale di Campotosto, con un’intervista a Rinaldo D’Alessio, che insieme alla sua famiglia gestisce “La Mascionara”, per scoprire la storia ed in particolare i prodotti lattiero-caseari di questa grande azienda. “Grande” perché dietro c’è un grande lavoro nato da una forte passione: comprende un salumificio ed un caseificio, proponendo prodotti genuini legati al territorio, nei quali viene risaltata la biodiversità. Il principio dell’azienda è “le eccellenze nella biodiversità, devono avere due condizioni essenziali: le origini nel passato, il gusto nel futuro“.
L’azienda agricola esiste da 3 generazioni, a Mascioni di Campotosto (AQ) ed il Sig. Rinaldo ci spiega brevemente la loro storia: “I miei nonni ed i miei genitori vivevano a Mascioni di Campotosto e praticavano la transumanza, in seguito, intorno al 1965 si stanziarono in una zona situata poco prima del lago artificiale (venendo dall’Aquila). Successivamente nel 1970 hanno aperto il punto vendita aziendale per commercializzare i prodotti legati alla pastorizia ed all’allevamento di suini, che in passato venivano usati come merce di scambio, poi la produzione si è estesa e si è sviluppata la vera e propria attività commerciale. Mio nonno diceva “facciamo formaggio dalla notte dei tempi” ed io ho sviluppato la convinzione che ciò che produco viene “da sempre”. Nel 2019 è stato aperto un altro punto vendita nella località Cermone nel comune di Pizzoli“. Oltre ai punti vendita, l’azienda serve supermercati ed il settore della ristorazione fino ad effettuare spedizioni in tutta Italia. L’azienda è inserita nel mercato “Campagna Amica” di Coldiretti, del quale Rinaldo ne è soddisfatto e ritiene che sia un ottimo strumento per la vendita e diffusione dei loro prodotti.
“La Mascionara” era il nome attribuito dalla gente di Mascioni alla madre di Rinaldo, la signora Mafalda, e per renderle omaggio i figli hanno denominato così l’azienda, poichè Mafalda ne è stata l’anima del piccolo commercio e dell’allevamento contadino, ponendo le basi di tutto ciò che è stato creato finora. Oggi in azienda si mantengono i vecchi principi, arricchendo la produzione, grazie alla tecnologia e le conoscenze acquisite nel tempo, come dice Rinaldo: “noi sperimentiano sempre, bisogna sempre rispondere alle esigenze dei consumatori”.
Riguardo la parte zootecnica, vengono allevati suini, vacche da latte di razza Pezzata Rossa Italiana, pecore di razza Comisana, Massese e un piccolo gruppo di Lacaune inserito lo scorso anno, capre di razza Saanen e Camosciata delle Alpi. L’alimentazione animale è mista tra fieno e pascolo, a seconda della stagione. La produzione di latte vede latte vaccino, ovino e caprino, ma l’attività principale è quella del latte ovino per la realizzazione dei formaggi pecorini per i quali viene utilizzato anche il latte di aziende esterne.
Il caseificio aziendale e le sue prelibatezze
Nel caseificio aziendale vengono prodotti formaggi stagionati e semistagionati, a pasta filata e freschi, ricotte, creme di formaggio e yogurt. I formaggi vengono realizzati con un singolo tipo di latte o misti ai quali vengono aggiunti cagli d’origine animale diversi e/o mescolati, in particolare per gli stagionati il caglio in pasta di capretto, sui semi-stagionati il caglio in pasta d’agnello, per il pecorino “Caciofiore” viene utilizzato il caglio vegetale di cardo. “La Mascionara” vanta inoltre di molti premi ricevuti per la qualità di alcuni prodotti.
Ogni formaggio ha un nome originale che lo rappresenta, per esempio il “Presuntuoso” che è un formaggio misto (latte ovino, caprino e vaccino) di forma quadrata ed il siero viene utilizzato per produrre la Tricotta, una ricotta infornata (in passato questo passaggio era soprattutto un metodo di conservazione della ricotta quando la produzione era di grandi quantità). Lo stagionato “Capo branco” realizzato con latte ovino intero; il formaggio misto a pasta semicotta affinato in botte con tarassaco e timo, “Er Proff“; la Cacio Ghiotta, il formaggio di vacca a crosta fiorita. Questi sono solo alcuni dei tanti formaggi realizzati dalla famiglia D’Alessio.
L’azienda è rinomata soprattutto per i pecorini, infatti Rinaldo conferma: “Il nostro mercato principale è quello del pecorino stagionato, che necessita di una lunga stagionatura; è una categoria costosa perché i capitali rimangono fermi per molto tempo. La grande industria casearia non sarebbe in grado di gestire la lunga lavorazione che richiede questa fetta di formaggi e quindi stare al passo con la richiesta della Grande Distribuzione”. E’ noto il pecorino a latte crudo a marchio “L’Amatriciano”, 1° classificato al “Premio Roma” nel 2017.
Vista la pandemia mondiale dovuta al Covid-19, ho voluto chiedere a Rinaldo come hanno affrontato e stanno affrontando la situazione: “Il fatturato è sceso del 50% ad aprile e maggio, a giugno ci siamo attivati con la consegna porta a porta, inoltre abbiamo dovuto stoccare tutti i prodotti invenduti e stagionare molta ricotta, ma ora ci stiamo riprendendo“.
Pensando al futuro Rinaldo risponde: “Vorremmo selezionare i rivenditori e creare un e-commerce. Avere un rapporto diretto con il consumatore è sempre un’arma vincente soprattutto se si vendono prodotti di biodiversità; naturalmente nel frattempo dobbiamo lavorare anche con la Grande Distribuzione”.
E’ stato un piacere intervistare il Sig. Rinaldo e conoscere questa realtà imprenditoriale che punta sulla biodiversità e tutte le “ricchezze” che offre ai consumatori. Un’azienda, una famiglia che della produzione di salumi e formaggi ha fatto la propria ragione di vita.
Ringraziamo “La Mascionara” per averci concesso l’utilizzo delle foto.
Profilo Facebook: @lamascionara
Sito web: www.lamascionara.it






































































