La ricerca sullo stress da caldo nelle vacche da latte sta diventando sempre più importante a causa dell’aumento progressivo delle temperature. Un nuovo progetto di ricerca, che coinvolge quattro università del Regno Unito, con uno stanziamento di 1,24 milioni di sterline, punta a comprendere meglio e mitigare gli effetti dello stress da caldo nelle vacche da latte stabulate in stalla con un approccio multidisciplinare. 

Le Università di Reading, Essex, Cardiff e Writtle stanno collaborando a un progetto di ricerca finanziato dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council, agenzia governativa che investe nella ricerca e nella formazione nel campo delle bioscienze nel Regno Unito, che mira a comprendere ed eliminare le cause dello stress da caldo delle vacche da latte all’interno degli edifici agricoli.

Il progetto, per il quale sono stati stanziati 1,24 milioni di sterline, avrà un approccio multidisciplinare e si avvarrà delle competenze di un team di esperti appartenenti a diverse discipline, dalle scienze animali, alla modellazione matematica e statistica, fino all’ingegneria e la progettazione di edifici.

L’obiettivo: garantire una produzione di latte sostenibile e migliorare il benessere delle vacche, in considerazione del fatto che le temperature sembrano destinate ad aumentare in futuro.

In particolare, i ricercatori stanno cercando di comprendere l’interazione tra temperatura, “microclimi” all’interno degli ambienti di stalla e fisiologia e comportamento delle bovine. A temperature elevate, è noto che le vacche da latte soffrono di stress da caldo, che può ridurre la produzione di latte, compromettere la fertilità e influire negativamente sul loro sistema immunitario e sul benessere in generale. “È probabile – dichiarano gli esperti –  che tali problemi siano aggravati dall’aumento della temperatura dovuto al cambiamento climatico.

La ricerca si svolgerà presso il Centre for Dairy Research (CEDAR) dell’Università di Reading e in sei allevamenti di bovini da latte in tutto il Regno Unito. Il comportamento delle singole vacche sarà continuamente monitorato utilizzando sensori di tracciamento che registrano i modelli di movimento, attività e utilizzo dello spazio per ciascun animale della mandria. Verranno inoltre ottenute osservazioni dettagliate dei “microclimi” della stalla (temperatura, umidità, qualità dell’aria, ventilazione) che saranno combinate con dati fisiologici (temperatura corporea della vacca, produzione di latte, salute).

È noto che le bovine adattano il loro comportamento per far fronte alle alte temperature e all’umidità: possono aumentare l’assunzione di acqua, cercare ombra o aree di maggiore ventilazione o mostrare altre risposte comportamentali individuali e sociali, che possono essere tutte osservate.

Edward Codling, professore di biologia matematica presso l’Università dell’Essex, ha dichiarato: “I nostri sensori di tracciamento ci consentiranno di analizzare come le vacche da latte in stalla rispondono e affrontano lo stress da caldo con un livello di dettaglio senza precedenti. Combinando il tracciamento degli animali con il monitoraggio continuo del microclima della stalla saremo in grado di creare dei modelli per prevedere le complesse interazioni tra le scelte comportamentali delle bovine e il loro ambiente.

I dati raccolti permetteranno lo sviluppo di stalle progettate per ridurre lo stress da caldo e migliorare il benessere.

Zhiwen Luo, Professore di Scienze architettoniche e urbane presso l’Università di Cardiff, ha dichiarato: “Dobbiamo rispondere all’evoluzione delle temperature e dell’ambiente, e attraverso una migliore comprensione di come le vacche interagiscono con il microclima degli edifici, progettare alloggi e sistemi di gestione che riducano al minimo lo stress da caldo e consentano sistemi di allevamento più sostenibili”.

L’approccio che il team sta adottando, basato sul monitoraggio degli animali e su sensori ambientali su misura per comprendere il modo in cui la progettazione degli edifici influenza i microclimi interni e il comportamento delle bovine, è assolutamente innovativo.

Il dott. Jonathan Amory, docente di comportamento e benessere degli animali presso il Writtle University College, ha dichiarato: “La crisi climatica sta portando nuove sfide per il benessere degli animali. Utilizzando le nuove tecnologie e lavorando con l’industria, possiamo sviluppare soluzioni innovative per migliorare la gestione del bestiame“.

Il consorzio di ricerca costituito dalle quattro università ha ricevuto per questo studio anche il sostegno di AHDB (Agriculture and Horticulture Development Board), The Dairy Group, Etex, Innovation for Agriculture, Map of Ag e Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs).