Il Senato ha recentemente accolto un ordine del giorno presentato dai membri della Lega, Bergesio, Bizzotto, Cantalamessa, impegnando il Governo a valutare l’adozione di misure, anche di natura finanziaria, a favore degli allevamenti di razze bovine autoctone. L’iniziativa è stata presa nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante “Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del made in Italy” (AS 958), approvato definitivamente nei giorni scorsi.

Il disegno di legge proposto mira a sostenere e valorizzare le imprese italiane in vari settori, compreso quello agricolo. Tra le disposizioni, grande rilevanza è attribuita alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari provenienti dagli allevamenti di razze bovine autoctone, considerati un simbolo dell’eccellenza enogastronomica italiana.

Le imprese del comparto zootecnico hanno da tempo indirizzato i loro investimenti verso una maggiore qualità e sostenibilità delle produzioni, con un occhio attento al benessere animale. Tuttavia, nonostante l’importanza strategica degli allevamenti italiani per l’economia del Paese, la produzione di carne bovina in Italia copre solo il 50% del fabbisogno nazionale, e la percentuale sale al 74% se si considerano anche i bovini importati e poi ingrassati negli allevamenti italiani.

Gli allevamenti di razze autoctone, come piemontese, chianina, marchigiana, maremmana, romagnola e podolica, contribuiscono significativamente all‘8% del fabbisogno nazionale di carne bovina. Tuttavia, senza un adeguato sostegno e una valorizzazione, c’è il rischio di perdere posizioni rilevanti nell’ambito delle eccellenze agroalimentari italiane a vantaggio delle carni straniere.

In risposta ad una recente interrogazione, il Ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato l’importanza strategica della filiera delle carni italiane per l’economia nazionale. Di conseguenza, il Governo si è impegnato a valutare la necessità di adottare specifiche misure di sostegno, anche di natura finanziaria, a favore degli allevamenti di razze bovine autoctone italiane.

L’iniziativa è stata accolta positivamente dagli attori del settore, che vedono nell’impegno del Governo un passo significativo verso la tutela e la promozione delle eccellenze agroalimentari italiane, garantendo al contempo la sostenibilità e il benessere degli animali negli allevamenti nazionali. La decisione riflette il riconoscimento dell’importanza di preservare le tradizioni zootecniche e promuovere la diversità delle razze autoctone, contribuendo così a mantenere l’autenticità e la qualità del made in Italy agroalimentare.

Fonte: Ordine del Giorno n. G37.100 al DDL n. 958