Il 10 novembre 2021 il Ministro Patuanelli, durante il Question Time alla Camera dei Deputati, ha risposto all’interrogazione a risposta immediata dell’On. Fornaro sul sistema di etichettatura Nutri-score.

Interrogazione a risposta immediata n. 3-02600 relativa a “Iniziative di competenza volte ad evitare l’adozione del sistema di etichettatura Nutri-score, al fine di tutelare i consumatori e i prodotti made in Italy” presentata dall’On. Federico Fornaro (LEU)

Grazie, signora Presidente.

Signor Ministro, nel maggio 2020 la Commissione europea, nell’ambito della strategia Farm to Fork, ha ipotizzato l’adozione, entro la fine del 2022, di un’etichettatura per aiutare i consumatori a fare scelte alimentari salutari, definendo questo sistema a semaforo Nutri-score. Il Nutri-score è pensato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare ma è del tutto evidente che, per le scelte che vi sono contenute, l’etichetta a semaforo risulta essere fortemente penalizzante per l’Italia, perché colpisce le migliori eccellenze del made in Italy. Il paradosso sarebbe quello di promuovere cibi per la cui preparazione vengono utilizzati edulcorati e di sfavorire proprio i nostri migliori prodotti. Siamo, quindi, a chiedere quali urgenti iniziative di competenza il Ministero stia intraprendendo per evitare l’adozione del sistema Nutri-score che arrecherebbe danni alla nostra produzione agroalimentare e scarse se non fuorvianti informazioni ai consumatori sugli alimenti.

Testo della risposta: Ministro Stefano Patuanelli – Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Grazie, Presidente, e ringrazio i colleghi interroganti.

Credo che sia solo il caso di ribadire la profonda contrarietà, non mia, non solo del mio Ministero, ma dell’intero Governo, di tutto
l’arco parlamentare, sia della Camera sia del Senato, di tutti i sistemi agroalimentari italiani e di tutte le filiere italiane contro quello che
riteniamo un assurdo, che va a condizionare il consumatore e non ad informare, come il Nutriscore.

Ringrazio formalmente il Presidente Draghi che, nelle ultime comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio che si è tenuto la scorsa settimana, ha dedicato un passaggio esplicito al Nutri-score e alla pericolosità di questo sistema, più che di etichettatura, appunto, di condizionamento che mette un colore al cibo.

Non esiste un cibo che in assoluto sia sano o un cibo che in assoluto non faccia male, dipende dalla dieta, ed è proprio su questo concetto che stiamo basando il nostro lavoro di convincimento di tanti altri Paesi che, come noi, cominciano a percepire il rischio, per i sistemi agroalimentari europei, di un sistema di etichettatura che andrebbe a privilegiare, appunto, il cibo molto trasformato – spesso in vaschetta, quindi anche con un impatto ambientale molto forte – che sarebbe di forte impatto sul DOP e sull’IGP, sistemi che, a parole, la Commissione vuole proteggere ma che vengono messi in grande discussione dal Nutri-score.

Quindi, che cosa stiamo facendo?

Oltre a prendere una posizione politica molto forte, di sistema Paese, stiamo coinvolgendo gli altri Paesi europei per creare quella minoranza di blocco che sarà necessaria laddove la proposta della Commissione fosse indirizzata verso il Nutri-score. Recentemente, ho avuto un bilaterale con il collega greco, con cui stiamo lavorando molto bene sul tema della dieta mediterranea come valore assoluto nutrizionale e con cui ci siamo riproposti di creare una rete, assieme agli altri Paesi del Mediterraneo, coinvolgendo, intanto, quei Paesi che già con noi hanno sottoscritto l’utilizzo del Nutrinform battery.

Vale la pena ricordare che si tratta di un sistema di etichettatura, che abbiamo proposto, alternativo al Nutri-score, che dà informazioni nutrizionali bilanciate, che abbiamo implementato quando ero Ministro dello Sviluppo economico, assieme a tutte le filiere produttive. Stiamo spingendo perché quel sistema di etichettatura venga utilizzato dalle aziende italiane e stiamo cercando di far capire anche alla Francia, oltre che alla Spagna, la pericolosità anche per i loro sistemi produttivi di un sistema di etichettatura a semaforo, non soltanto – diciamo – in un’ottica di sistemi produttivi ma anche, semplicemente, perché il consumatore ha diritto di essere informato e non di vedersi soltanto un semaforo sul cibo.

Replica del Ministro Federico Fornaro (LEU)

La ringrazio, signor Ministro.

Condivido l’impostazione e, per quel che ci riguarda, diamo pieno sostegno all’azione del Governo in ambito europeo.

I rischi credo siano evidenti a tutti – lei li ha sottolineati – ma aggiungo l’ulteriore rischio di carattere politico che, ancora una volta, l’Europa venga vista come matrigna, come un soggetto che impone scelte individuali, quali sono evidentemente anche quelle sul cibo. Crediamo che quindi occorra fare una difesa non sterile, in qualche modo, del made in Italy, per ragioni semplicemente patriottiche, ma proprio per le considerazioni che lei ha fatto. Quindi, da questo punto di vista, l’obiettivo che noi condividiamo è quello di dare informazione, un’informazione corretta al cittadino-consumatore, che poi farà le sue scelte. Forzature che vadano in altre direzioni rischiano alla fine di nascondere in realtà interessi economici, in particolare ovviamente delle grandi aziende multinazionali trasformatrici dei prodotti agroalimentari. Credo che, da questo punto di vista, questa sia una battaglia giusta e riconfermo anche il nostro pieno sostegno.

 

Fonte: Camera dei Deputati