L’utilizzo di alcuni sali anionici è stato una scoperta geniale per prevenire la sindrome ipocalcemica delle bovine da latte, ma anche degli altri ruminanti allevati per questo motivo.
Già verso la metà del ‘900 in Scandinavia si iniziò a notare che le bovine che a fine gravidanza mangiavano insilati d’erba o prodotti umidi (come le barbabietole) trattati, per conservarli meglio, con acido solforico e acido cloridrico avevano meno probabilità di avere collassi puerperali dopo il parto.
Ormai i collassi puerperali sono poco frequenti, mentre la sindrome ipocalcemica a decorso sub- clinico ha ancora una prevalenza elevata e i danni che comporta nelle bovine possono essere anche gravi.
Per semplificarsi la vita si potrebbe pensare di inserire sempre i sali anioni nelle razioni da preparazione al parto come forma di prevenzione generica, senza sapere quali effetti collaterali negativi provocano questi prodotti se non servono.
Per evitare questo rischio è bene sapere bene cosa sono i sali anionici e i pro e contro che possono avere.
I sali anionici altro non sono che sali dell’acido cloridrico e di quello solforico, come il solfato di magnesio, il cloruro di calcio, il cloruro d’ammonio, il solfato di calcio, etc. Sono in pratica sali che apportano agli animali zolfo e cloro.
Questi sali servono a contrastare l’alcalinizzazione del sangue, dovuta ad un apporto eccessivo in asciutta di sodio e di potassio attraverso gli alimenti, che causa un riduzione del calcio del sangue nel periparto e quindi la sindrome ipocalcemica.
Il cloro e lo zolfo invece acidificano il sangue delle bovine in preparazione al parto e ciò mantiene elevato il livello di calcio nel sangue.
Tutti i sali anionici se utilizzati veramente e ai giusti dosaggi sono pochissimo appetibili, e tutti ben sappiamo quali effetti negativi ha sugli animali una scarsa ingestione durante la preparazione al parto.
Pertanto i sali anionici sono consigliabili se il pH delle urine delle bovine prossime al parto è superiore a 7.5 – 8.00, o meglio se da un esame del sangue risultano grandi quantità di fosforo, sodio e potassio.
Se non è possibile ridurre i livelli di sodio, potassio e fosforo delle razioni d’asciutta allora è utile utilizzare i sali anionici sotto stretto controllo dei buiatri e dei nutrizionisti.






































































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