La pecora Nera della Valle del Mela, un’interessante risorsa genetica locale.
Nel tempo, grazie ad ambienti molto variegati e con caratteristiche uniche, le popolazioni zootecniche hanno subito un processo di adattamento che ne ha modellato il genoma esaltando tutte quelle caratteristiche adatte a poter convivere con specifici ambienti. Nonostante ne venga riconosciuta l’importanza, la biodiversità animale risulta attualmente seriamente compromessa. Nel settore zootecnico, non si può non tenere conto della selezione attuata negli ultimi decenni, che ha posto come scopo principale l’incremento produttivo, cercando di soddisfare esclusivamente le esigenze di una maggiore redditività. Gli effetti collaterali di tale azione sono stati molteplici, come ad esempio l’abbandono delle aree più svantaggiate (collina e montagna), l’intensificazione degli allevamenti, con un distacco crescente tra ambiente naturale ed animali, nonché tra superficie aziendale e numero di capi allevati. Diretta conseguenza di ciò è stato l’abbandono delle razze autoctone, ritenute poco redditizie perché meno produttive. Spesso, queste risorse genetiche animali locali, sono caratterizzate da una ridotta dimensione della popolazione, e quindi soggette, con maggiore probabilità, al problema dell’inincrocio (o inbreeding), ovvero dell’accoppiamento fra individui strettamente imparentati. Questo fenomeno determina sia una diminuzione della fitness riproduttiva che delle performance produttive, nonché una minore capacità evolutiva di rispondere ai cambiamenti ambientali. Pertanto, per i motivi sopra descritti, la conservazione della biodiversità zootecnica è diventato un tema di primaria importanza. Inoltre, con lo sviluppo di sofisticate tecniche analitiche e delle tecnologie genomiche, sta crescendo l’interesse verso gli studi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione di queste popolazioni locali.
La Sicilia vanta un importante patrimonio zootecnico articolato in diverse razze e popolazioni autoctone appartenenti a diverse specie, alcune delle quali non ufficialmente riconosciute come razza o popolazione. È il caso della pecora Nera della Valle del Mela. Questa popolazione è storicamente allevata in aziende medio-piccole per la produzione di carne e lana sul versante occidentale dei monti Peloritani in provincia di Messina. Non esistono dati ufficiali riguardo la dimensione demografica della popolazione, ma si presume che attualmente vi siano circa 400 capi allevati in diverse aziende. Inoltre, le informazioni su questa popolazione sono scarse, poiché in passato non è stato intrapreso alcun piano di caratterizzazione genetica.
Gli animali ascrivibili al tipo genetico “Pecora Nera della Valle del Mela” sono relativamente omogenei da un punto di vista morfologico, e soprattutto in termini di colore del mantello, che si presenta nero uniforme, compresi arti, testa e accessori (corna). Alcune volte sono presenti delle macchie bianche all’estremità della coda. Sono di taglia medio-piccola; in entrambi i sessi la testa è leggera, con orecchie piccole; si registra la presenza di corna nei maschi e l’assenza nelle femmine.
Grazie ad un progetto del PSR Sicilia 2014-2020 (MISURA 10 – Sottomisura 10.2 – sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura, Operazione 10.2b – Conservazione delle risorse genetiche animali in agricoltura) il Dipartimento SAAF dell’Università degli Studi di Palermo ha avviato delle attività per la caratterizzazione genetica, per stimare e valutare i livelli di variabilità, lo stato di conservazione e la struttura di popolazione.
I soggetti di Nera del Mela, campionati in diverse aziende, sono stati messi in relazione con altre razze e popolazioni ovine italiane, al fine di definire le relazioni genetiche, verificare la presenza di eventuali commistioni e componenti ancestrali condivise.
I risultati ottenuti mostrano che la Nera del Mela presenta un livello moderato di variabilità genetica, nonostante l’assenza di controllo e monitoraggio dei piani di accoppiamento. Le analisi della struttura di popolazione, condotte attraverso l’uso di diversi approcci analitici, sottolineano l’ipotesi che questa pecora possieda una struttura genetica definita, nonostante la possibilità di incroci o meticciamenti con altre popolazioni e razze ovine siciliane. Pertanto, sulla base delle informazioni genomiche, alla Nera del Mela si può attribuire una struttura differenziata, che potrebbe far pensare ad un pattern genetico originale, con una propria identità, da salvaguardare tramite adeguati piani di selezione e conservazione. Inoltre, le analisi hanno rivelato la presenza di geni potenzialmente sotto selezione associati all’adattamento ambientale.
Nel complesso, i nostri risultati rappresentano un punto di partenza per un possibile riconoscimento ufficiale della pecora Nera del Mela come razza. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi analizzando più soggetti possibili, attraverso anche la caratterizzazione morfologica ed il rilievo di dati produttivi per conoscere ulteriori peculiarità di questa risorsa genetica locale.
Il presente articolo è una sinossi tratta dal lavoro “Genome wide analyses reveal the population distinctiveness of the ‘Nera del Mela’ sheep” pubblicato da Chessari e coll. su Italian Journal of Animal Science 2023
doi.org/10.1080/1828051X.2023.2216724






































































Scrivi un commento
Devi accedere, per commentare.