Ruminantia Mese è lo speciale di Ruminantia dedicato ad articoli di approfondimento relativi all’allevamento dei ruminanti. Si tratta di una sorta di rivista nella rivista in cui, con una cadenza mensile, sono pubblicati articoli di carattere tecnico-scientifico scritti da esperti del settore. Gli articoli sono suddivisi in sei sezioni: editoriale, genetica, sanità, ambiente e management, nutrizione ed economia.
Con questa raccolta, andremo a scoprire quali sono stati gli argomenti trattati nella sezione Nutrizione nel corso del 2016.
I Nefa: un importante biomarker da monitorare – Dicembre 2016
Il bilancio energetico “troppo positivo” dell’ultima fase di lattazione e il bilancio energetico “troppo negativo” degli ultimi giorni di gravidanza e delle prime settimane di lattazione condizionano l’incidenza della maggior parte delle malattie metaboliche della transizione, la piena efficienza del sistema immunitario, la fertilità e la produzione. Con il progressivo aumento del gap tra potenziale genetico a produrre latte, grasso e proteina e i limiti oggettivi, anche cognitivi, di apporto di nutrienti e di gestione nelle bovine, sia in transizione che ad inizio lattazione, il rischio concreto è una progressiva e inesorabile riduzione della vita produttiva delle bovine da latte per patologie e infertilità… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
La nutrizione proteica e la fertilità – Novembre 2016
Alcuni autori americani come Buttler (1996), Rajala-Schultz (2001) e Ferguson (1988 e 1993) introdussero il concetto che una concentrazione eccessiva di azoto ureico nel sangue (PUN) può avere effetti negativi sulla fertilità. Questa porta infatti ad una riduzione del pH uterino, altera la qualità dei follicoli e sottrae energia perché la trasformazione epatica dell’ammonica proveniente dal rumine, nella non tossica urea, è un processo molto impegnativo. Da allora si è posta molta attenzione nel misurare negli allevamenti la concentrazione di urea nel latte di massa, parametro differente dall’azoto ureico spesso citato nella bibliografia… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Dalla Scandinavia nuovi modelli a supporto dell’alimentazione di precisione – Ottobre 2016
E’ inutile sottolineare quanto i costi di alimentazione incidano sui bilanci delle aziende da latte e, in particolare, quanto questo tipo di spesa, rappresentando un esborso diretto per l’allevatore, sia uno dei parametri economici a cui gli allevatori stessi sono più sensibili. E’ per questo motivo che spesso nelle aziende da latte ci si limita a calcolare la redditività utilizzando l’IFOC (Income Over Feed Cost) e cioè i ricavi rispetto al costo di alimentazione, e quindi il margine rispetto al costo di alimentazione. E’ molto difficile generalizzare su quanto i costi di alimentazione incidano sui costi di produzione e su quale possa essere l’effettivo impatto sul reddito… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Novità sulla sindrome ipocalcemica – Settembre 2016
Torniamo ancora sulla sindrome ipo-calcemica (SIC), soprattutto nella forma a decorso sub-clinico, perché tra le malattie metaboliche è quella più apparentemente difficile da controllare. Molti allevamenti, che controllano accuratamente l’alimentazione in asciutta, sono costretti a ricorrere su molte bovine alle soluzioni endovenose di calcio, ai boli minerali e quant’altro. Queste pratiche sono corrette e auspicabili visto che la SIC è un importante fattore di rischio per l’immuodepressione patologica del periparto, della metrite puerperale, della dislocazione dell’abomaso, della chetosi metabolica, la ritenzione di placenta, la sindrome della sub-fertilità e la scarsa produzione. Chi ricorre all’ematochimica clinica trova spesso valori di calcio in transizione, o a volte anche in piena lattazione, molto bassi anche sulla soglia degli 8 mg/dl. Importante però è capirne bene l’eziologia e come intervenire correttamente con la prevenzione… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Pascolo Razionale: un’opportunità economica per gli allevatori? – Agosto 2016
Sono piuttosto noti gli effetti positivi che l’utilizzo razionale dei pascoli ha sui terreni. In questo articolo proverò a valutare in quale modo questo recupero della risorsa suolo possa essere una vera e propria opportunità anti crisi nel comparto zootecnico. Dimostrerò come proprio i ruminanti possono essere lo strumento di equilibrio di tale gestione… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Cosa fare quando la soia costa tanto? – Luglio 2016
I costi delle materie prime, o meglio di buona parte dei concentrati utilizzati e utilizzabili nell’alimentazione dei ruminanti, sono piuttosto volatili nel corso dell’anno. In passato tali quotazioni erano per lo più legate al rapporto domanda/offerta condizionato dai consumi, dalle produzioni e dallo stato delle scorte. Oggi questo mercato è gestito da grandi società che operano a livello mondiale e che gestiscono le materie prime come tante altre commodities. Per avere un ordine di grandezza: Cargill, Bunge, Dreyfus, Adm e Cofco hanno un fatturato di 365 miliardi di dollari e controllano il 75%-90% delle granaglie del pianeta… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
La tecnica XRF (Fluorescenza ai raggi X) nella gestione del bilancio minerale della bovina da latte – Giugno 2016
Il continuo aumento della produttività delle bovine ha portato negli anni a focalizzare l’attenzione degli alimentaristi sul principale problema nutrizionale: il profondo bilancio energetico negativo in apertura di lattazione, responsabile di diversi problemi metabolici e di una marcata riduzione delle performance riproduttive. Sebbene questo rimanga probabilmente il maggior problema alimentare della bovina ad alta produzione, è cresciuta nel tempo la consapevolezza che anche la nutrizione minerale rappresenta un importantissimo pilastro per il mantenimento di salute, longevità e produttività delle bovine… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Quali muffe degli insilati sono pericolose? – Maggio 2016
Si sa che i foraggi insilati hanno indubbi vantaggi nell’alimentazione dei ruminanti. Sono in genere più digeribili e appetibili dei corrispondenti foraggi essiccati e, per quanto riguarda l’insilato di mais, sono l’unica forma di conservazione utilizzabile. Quando però sono alterati possono avere un pericoloso impatto negativo sulla produzione, la fertilità e la salute degli animali. E’ pratica diffusa analizzare questi alimenti non solo per verificare le concentrazione dei nutrienti ma anche per valutarne stato di conservazione e salubrità… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Mangime o materie prime? – Aprile 2016
Molte sono le motivazioni che spingono gli allevatori verso l’uso delle materie prime o l’acquisto di un mangime finito. Analizzarne pro e contro può aiutare a fare una scelta razionale e non dettata dall’emotività. L’insieme dei prodotti definiti mangimi, nuclei, semi-nuclei e integratori altro non sono che mangimi complementari (MC), ossia quell’insieme di materie prime vegetali, vitaminiche, minerali e additivi che completano la dieta dei ruminanti. Le materie prime che li compongono devono essere autorizzate e note a livello comunitario. I MC vengono prodotti in stabilimenti autorizzati secondo quanto stabilito essenzialmente dal regolamento CE 178/2002… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Come modernizzare il metodo per fare le razioni – Marzo 2016
Nella maggior parte dei casi in Italia si gestisce la nutrizione dei ruminanti da reddito definendo dei fabbisogni, sì legati alla ricerca, ma spesso modificati dalle esperienze personali e scegliendo le materie prime da utilizzare in funzione della tradizione o di convinzioni personali. L’alimentazione è il centro di costi più elevato in allevamento ed il suo impatto sul profitto è molto rilevante. Nelle zootecnie del resto del mondo si approntano i razionamenti con il ferreo principio di farli al minor costo ossia utilizzando le materie prime più convenienti per soddisfare al minimo i fabbisogni nutritivi (precision feeding). Pertanto, le variazioni delle diete in allevamento si effettuano quasi esclusivamente quando variano i prezzi e le disponibilità degli alimenti… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Come ridurre i costi della razione delle vacche in lattazione – Febbraio 2016
La riduzione del prezzo del latte alla stalla stimola, o meglio obbliga, a riflettere su come ridurre i costi di produzione partendo proprio dal centro di costo di maggior peso che è quello dell’alimentazione delle vacche in lattazione. Propedeutico a questa verifica è il porsi il problema su come si acquistano le materie prime o i mangimi e quale valore si attribuisce agli alimenti, siano essi foraggi o concentrati prodotti in azienda. Per la prima verifica, Ruminantia® pubblica settimanalmente l’andamento dei prezzi delle materie prime, generalmente utilizzabili, quotate nelle borse merci di Milano e di Bologna e mensilmente la media dei prezzi massimi delle singole materie prime… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
E’ indispensabile dividere in gruppi le vacche in lattazione? – Gennaio 2016
La risposta è sicuramente si, anche se qualche eccezione può essere condivisibile. C’è da precisare che la suddivisione delle bovine in lattazione, ma con la stessa razione alimentare, può avere un senso in soli due casi. Il primo è relativo al gruppo delle primipare che notoriamente hanno un picco di lattazione basso, una lattazione persistente e, se hanno una normale fertilità e la razione è ben formulata, hanno minori rischi d’ingrassare a fine lattazione rispetto alle pluripare. Gli eventuali eccessi energetici vengono dirottati per la crescita. La seconda eccezione è per gli allevamenti di bovine dove la fertilità è gestita molto bene, ossia che non scendono mai durante l’anno al di sotto del 55% di bovine gravide, con un intervallo medio tra il parto e il concepimento stabilmente al di sotto dei 120 giorni… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
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