La società agritech britannica Mootral e il produttore di gelati britannico Ruby Violet hanno collaborato per creare quello che è stato definito come “il primo gelato al mondo fatto con latte rispettoso del clima”.

La società agritech britannica Mootral produce Mootral Ruminant, un integratore naturale composto da una combinazione di estratti di aglio e di agrumi, commercializzato in forma di pellet che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni enteriche nei bovini da latte.

Dal 2018 l’azienda Brades Farm, un allevamento commerciale con sede nel Lancashire, in Inghilterra, ha iniziato a somministrare l’additivo alla sua mandria di vacche Holstein Friesian e Jersey, ottenendo riduzioni delle emissioni di metano enterico fino al 30%.

Utilizzando il latte della Brades Farm, in collaborazione con la gelateria londinese Ruby Violet di Kings Cross, la Mootral ha creato Maxi-Mootral, il primo gelato “rispettoso del clima al mondo”.

La domanda di prodotti eco sostenibili sta crescendo ovunque, ed in modo particolare in Europa. Il gelato della Ruby Violet è solo un esempio di come sia possibile comunicare il proprio impegno ad un pubblico di consumatori consapevoli, unendo gli sforzi di tutti i protagonisti della filiera sotto il desiderio comune di ottenere prodotti lattiero-caseari di alta qualità ma con un’impronta di carbonio inferiore.

La versione a basse emissioni sarà disponibile solo per un periodo di tempo limitato.

L’effetto dell’additivo di Mootral a base di estratto di aglio e agrumi (GCE) sulle prestazioni, la fermentazione ruminale, le emissioni di metano e il microbioma ruminale delle vacche da latte è stato dimostrato in uno studio che è stato di recente pubblicato sul Journal of Dairy Science.

Il periodo sperimentale consisteva in 14 giorni di adattamento seguiti da 4 giorni di misurazioni delle emissioni enteriche di metano all’interno delle camere di respirazione a circuito aperto.

La produzione di metano (g/d) e l’intensità di metano (g/kg di latte con correzione energetica) sono state inferiori rispettivamente del 10,3 e dell’11,7%, e la resa di metano (g/kg di DMI) tendeva ad essere inferiore del 9,7% nelle vacche alimentate con GCE rispetto al controllo.

L’assunzione di sostanza secca, la produzione e la composizione del latte non sono stati influenzati dalla somministrazione, come pure il pH ruminale e le concentrazioni totali di acidi grassi volatili. Al contrario, il GCE tendeva ad aumentare la concentrazione molare di propionato e a diminuire il rapporto molare tra acetato e propionato.

L’integrazione con GCE ha comportato una maggiore abbondanza di Succinivibrionaceae, che è stata associata a una riduzione del metano. L’abbondanza relativa del genere anaerobico Methanobrevibacter è stata invece ridotta dalla GCE. Il cambiamento nella comunità microbica e nella proporzione di propionato ruminale, ha quindi avuto come conseguenza la diminuzione delle emissioni enteriche di metano.