La Commissione ha approvato l’aggiunta del nome “Sebadas/Seadas/Sabadas/Seattas/Savadas/Sevadas di Sardegna” nel registro delle indicazioni geografiche protette (IGP).

Le “Sebadas/Seadas/Sabadas/Seattas/Savadas/Sevadas di Sardegna” sono un dolce tipico sardo dalla forma tondeggiante od ovale e dal sapore di formaggio e agrumi.

La pasta, fatta di semole e strutto, è farcita con formaggio di pecora, di capra e/o di vacca e con scorza di limone e/o di arancia. Secondo la tradizione culinaria dell’isola, il dolce deve essere fritto, cosparso di miele o zucchero e servito caldo. Il prodotto può recare uno o più nomi compresi nella denominazione protetta.

La reputazione del prodotto è giustificata dallo stretto legame con il territorio richiamato anche nell’utilizzo di materie prime presenti in Sardegna in grandi quantità ed espressione, soprattutto nel passato, della vocazione agropastorale isolana. Semole, formaggi e strutto sono infatti ingredienti indiscutibilmente riconducibili all’economia agropastorale locale. L’isolamento ha poi permesso di evitare contaminazioni, e soprattutto che la produzione si diffondesse in altri territori oltremare.

Peculiare è anche la diversa applicazione, che vede una pasta che contiene grassi, fritta e non bollita nell’acqua e poi servita come dolce e non come primo piatto.

È pertanto chiaro che la reputazione delle Sebadas/Seadas/Sabadas/Seattas/Savadas/Sevadas di Sardegna è dovuta prevalentemente ad elementi culturali e socioeconomici, e ad un metodo di ottenimento che si perpetua nel tempo, prima a livello unicamente artigianale e per l’autoconsumo, ora anche industriale, con mutamenti pressoché irrilevanti in quanto a processi produttivi.

La nuova denominazione sarà aggiunta all’elenco dei 1 639 prodotti agricoli già protetti.

L’elenco di tutte le indicazioni geografiche protette è disponibile nella banca dati eAmbrosia.