Oggi si è svolta in Senato la discussione generale sulle dichiarazioni programmatiche comunicate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, sotto la presidenza di Maria Elisabetta Alberti Castellati.
In merito all’agricoltura Draghi ha dichiarato:
“Quando usciremo, e usciremo, dalla pandemia, che mondo troveremo? Alcuni pensano che la tragedia nella quale abbiamo vissuto per più di 12 mesi sia stata simile ad una lunga interruzione di corrente. Prima o poi la luce ritorna, e tutto ricomincia come prima. La scienza, ma semplicemente il buon senso, suggeriscono che potrebbe non essere così.
Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all’uomo.
Come ha detto Papa Francesco “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”.
Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane”.
“Vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta”
I commenti delle parti sociali agricole
“Abbiamo ascoltato con grande attenzione le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, che intervenendo davanti al Senato ha richiamato molte delle questioni emerse durante il confronto tenutosi in occasione delle consultazioni; confidiamo pertanto nel fatto che il nascente esecutivo, del quale condividiamo pienamente l’impostazione europeista e atlantista, assicurerà la giusta attenzione all’agricoltura” – il Presidente della Copagri Franco Verrascina. “Tale attenzione all’ambiente e alla terra, confermata anche dalla citazione delle parole pronunciate dal Santo Padre in occasione della Giornata mondiale della Terra, dovrà essere portata avanti di pari passo con le riforme della Pubblica Amministrazione, della giustizia e del fisco, tutte espressamente richieste al nostro Paese da Bruxelles e propedeutiche all’accesso al Recovery Fund”,
“Siamo pronti a collaborare per lo sviluppo dell’agricoltura italiana che è la piu’ green d’Europa grazie alla leadership conquistata per valore aggiunto, sostenibilità e qualità”– il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “L’allarme globale provocato dal Coronavirus con i prezzi dei prodotti alimentari di base che secondo la Fao hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi sette anni ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde”.
“L’agricoltura può giocare un ruolo da protagonista per uscire dalla crisi scatenata dalla pandemia e guardare a una ripresa più sostenibile e green. Le risorse del Recovery Plan al settore primario possono fare da moltiplicatore per costruire un nuovo modello di sviluppo socio-economico e ambientale dei territori italiani, rilanciando le aree rurali, che rappresentano più della metà della superficie nazionale con 11 milioni di cittadini” – Cia-Agricoltori Italiani. Il Presidente Dino Scanavino dichiara: “Occorrerà un Recovery Plan che, invece di sussidi a pioggia, preveda robusti investimenti, sia nelle infrastrutture che nella digitalizzazione e nei servizi, a partire dalle aree interne. Abbiamo davanti il futuro dell’Italia, ora serve programmare nuove strategie per mettere in atto la transizione green con il contributo degli agricoltori italiani, vere sentinelle del territorio, e insieme a tutte le forze economiche e sociali del Paese”.
“Le sfide del settore primario sono indirizzate verso l’innovazione, la digitalizzazione, la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Confagricoltura auspica che, sulla base della linea tracciata da Draghi, il PNRR sia rivisto allocando le risorse a favore delle infrastrutture materiali e immateriali, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, determinanti per la ripresa anche delle aree interne. Sono temi sui quali Palazzo della Valle si batte da tempo, nella convinzione che il settore agroalimentare – prima voce del Pil – sia determinante per il raggiungimento degli obiettivi”, il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “Confagricoltura c’è e, con le sue imprese, è pronta a fare ancora di più la propria parte per il progresso e il benessere dell’Italia”.
Comunicazioni del Presidente Draghi al Senato – VIDEO
Nella foto di copertina: Comunicazioni del Presidente Draghi al Senato – Senato della Repubblica, 17/02/2021 – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, rende le comunicazioni sulle dichiarazioni programmatiche del Governo.
Fonte: Senato della Repubblica, Consiglio dei Ministri, Confagricoltura, Copagri, Coldiretti, Cia-Agricoltori





































































