L’anno scorso gli incendi nei 45 paesi monitorati dallo European Forest Fire Information System (EFFIS) hanno bruciato un’area delle dimensioni del Montenegro, colpendo duramente i siti protetti Natura 2000. Quest’anno, la Francia ha già superato la sua media annuale relativamente alle aree devastate dal fuoco.

Il 2022 è stata la seconda peggiore stagione di incendi boschivi nell’Unione europea dal 2000, quando sono iniziate le registrazioni del sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS) di Copernicus. I danni nel 2022 hanno superato quelli del 2021 e sono superati solo da quelli del 2017: a sostenerlo sono i dati dell’Advance Report on Forest Fires in Europe, Middle East and North Africa 2022 dell’EFFIS, che offre una valutazione preliminare degli incendi dello scorso anno.

EFFIS ha monitorato gli incendi in 45 paesi nel 2022. Questi paesi hanno subito 16.941 incendi che hanno bruciato 1.624.381 ettari (ha), che è circa la dimensione del Montenegro. Quando, a causa di differenze metodologiche, si escludono i totali dell’Ucraina, le registrazioni mostrano un aumento del 4% dell’area bruciata e del 48% del numero di incendi tra il 2021 e il 2022. Se si considerano solo i dati dell’UE (ad eccezione del Lussemburgo), l’aumento nell’area bruciata è più significativo, raggiungendo l’86%.

Escludendo l’Ucraina devastata dalla guerra, la Spagna è stata la più colpita dagli incendi con un totale di 315.705 ettari, 3,5 in più rispetto al 2021. Tra i cinque paesi più colpiti ci sono anche Romania (16 2518 ha), Portogallo (11 2063 ha), Bosnia-Erzegovina (76 473 ha) e Francia (74 654 ha).

Le aree protette sono state colpite pesantemente 

Gli incendi non rispettano né confini né aree protette. Nel 2022 i siti Natura 2000 sono stati infatti duramente colpiti.

La superficie totale bruciata in queste aree nel 2022 ha raggiunto 365 308 ha, l’estensione più ampia mappata negli ultimi dieci anni. I danni sono stati particolarmente concentrati in tre paesi: Spagna, Romania e Portogallo, che insieme hanno rappresentato oltre il 75% della superficie totale bruciata nelle aree protette.

Desta particolare preoccupazione l’analisi dei danni provocati dagli incendi nella rete Natura 2000, in quanto queste aree comprendono habitat di particolare interesse e ospitano specie vegetali e animali in via di estinzione.

Incendi nell’UE nel 2022

Guardando solo all’UE, nel 2022 sono stati segnalati incendi in 26 dei 27 Stati membri (tutti tranne il Lussemburgo), dove sono bruciati un totale di 837 212 ettari. Ciò rappresenta l’86% in più rispetto ai 449.342 ettari registrati nel 2021.

Luglio è stato il mese in cui si è verificata la percentuale più significativa di danni, in particolare in Spagna (+140.000 ha bruciati), Portogallo (+45.000 ha), Francia (+25.000 ha), Italia (+20.000 ha) e Grecia (+17.000 ha). Di questo aumento totale di 350.000 ettari, il 44% si è verificato su siti Natura 2000.

Confrontando i paesi dell’UE, Slovenia, Svizzera, Germania, Ungheria e Slovacchia hanno registrato, rispettivamente, i maggiori aumenti di superficie bruciata rispetto al 2021. Al contrario, Finlandia, Grecia e Svezia hanno registrato una diminuzione rispetto al 2021.

Previsioni sulla stagione degli incendi 2023

Il portale EFFIS fornisce informazioni aggiornate e regolari sull’evoluzione degli incendi boschivi e mostra già numeri preoccupanti sulla stagione degli incendi 2023, che sono in una certa misura collegati alla siccità in Europa.

Sebbene Spagna e Portogallo abbiano finora la più ampia superficie bruciata, la Francia sta già superando la sua media annuale, registrando 21331 ettari bruciati nel 2023 rispetto alla media di 13153 ettari. In termini di numero di incendi, Spagna e Francia detengono entrambe valori superiori alla media.