Oggetto: stazioni di campionamento delle acque sotterranee
Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione
Articolo 138
Christine Schneider
20 febbraio 2020
La direttiva 91/676/CEE stabilisce misure per proteggere le acque dall’inquinamento da nitrati provenienti dall’agricoltura. La Germania invia regolarmente dati sullo stato delle acque sotterranee all’Agenzia europea dell’ambiente (AEA). A tal fine, i Länder selezionano stazioni di campionamento rappresentative che vengono quindi raggruppate nella rete di stazioni di campionamento delle acque sotterranee del SEE (Spazio Economico Europeo).
1. Esistono requisiti a livello dell’UE sulla base di quali criteri sono stabiliti per l’istituzione di queste stazioni di monitoraggio (ad es., sulla base della loro profondità o sulla densità (distribuzione) della rete di stazioni di campionamento in relazione all’area)?
2. I metodi di campionamento in tutti gli Stati membri si basano su norme uniformi e comparabili?
Risposta data dal sig. Sinkevičius a nome della Commissione europea (16 aprile 2020)
La direttiva sui nitrati impone agli Stati membri di monitorare il contenuto di nitrati nelle acque (acque superficiali e sotterranee) in determinati punti di misurazione, il che consente di stabilire l’estensione dell’inquinamento da nitrati nelle acque provenienti da fonti agricole. Gli Stati membri elaborano e attuano inoltre adeguati programmi di monitoraggio per valutare l’efficacia dei loro programmi di azione sui nitrati.
La direttiva lascia alle autorità nazionali la definizione e l’attuazione delle misure più appropriate per raggiungere i suoi obiettivi di qualità dell’acqua. Ciò include la creazione delle reti di monitoraggio necessarie per identificare le acque inquinate, designare zone vulnerabili ai nitrati e valutare l’efficacia dei programmi d’azione.
Ciò può portare a diversi metodi di campionamento. Ai sensi della direttiva, gli Stati membri comunicano i risultati delle loro stazioni di monitoraggio ogni quattro anni in base a orientamenti comuni in materia di comunicazione. La Commissione continua a lavorare per razionalizzare la comunicazione ambientale nell’UE (European Commission Report COM(2017) 312 final).
Fonte: Parlamento Europeo





































































