Effetti dell’impiego dei residui agricoli dei funghi sulle fermentazioni ruminali e sulle performance di crescita in agnelli in accrescimento

I funghi commestibili sono un gruppo di macro funghi con un corpo fruttifero che se inseriti nella dieta non generano alcun tipo di reazione avversa, alimenti che sono sempre stati parte integrante della dieta umana (Wani et al. 2010). Negli ultimi decenni osserviamo un crescente interesse sui funghi, grazie anche ai confortanti effetti benefici sulla salute riscontrati da svariate ricerche scientifiche (Singh et al. 2014; Rathore et al. 2017), portando ad un aumento della produzione, raddoppiato durante l’ultimo decennio, raggiungendo un rendimento annuo di circa 10 milioni di tonnellate a livello mondiale (FAO 2016). Di conseguenza, si è registrato un proporzionale aumento dei rifiuti dalla lavorazione industriale di tale alimento (Nasiri et al. 2013; Lopusiewicz 2018; Baziuon et al. 2020). Tuttavia, alcuni di questi residui potrebbero essere presi in considerazione come sottoprodotti da integrare nelle diete animali.

Il substrato esausto di fungaia è uno dei sottoprodotti della produzione commerciale di funghi edibili che mostra un contenuto più elevato in proteina grezza e in fibra solubile rispetto alla biomassa lignocellulosica originale, sottoprodotto di cui è stato analizzato il possibile impiego nelle diete per ruminanti (Van Kuijk et al. 2015). Un altro sottoprodotto derivante dalla produzione industriale dei funghi è rappresentato dalla parte inferiore del fungo, il gambo. I funghi contengono un’ampia gamma di composti attivi, come fenoli, ergosteroli, lecitine e carotenoidi (Karaman et al. 2010; Liu et al. 2013; Singh et al. 2014; Muszynska et al. 2017), portando a considerarli, nella maggior parte delle sperimentazioni condotte su animali in produzione, come additivi. In questo contesto, l’impiego di residui da differenti tipologie di funghi commestibili, tra cui Agaricus bisporus, Pleurotus ostreatus, Lentinula edodes e Hericium caput-medusae, ha avuto un riscontro positivo sul miglioramento delle prestazioni e sulla resistenza dai fenomeni ossidativi in polli e tacchini (Guo et al. 2004; Giannenas et al. 2010; Giannena et al. 2011; Shan et al. 2014). Sono stati riscontrati effetti positivi anche sulle fermentazioni ruminali dall’impiego di miceli e funghi esausti di Cordyceps, sulla digeribilità totale e sullo stato di salute dell’animale (Yeo et al. 2011; Kim et al. 2014; Chanjula e Cherdthong 2018). Tra i funghi commestibili, l’Agaricus bisporus o fungo bianco è la tipologia maggiormente apprezzata e coltivata al mondo, rappresentando il 35–45% (circa 3,7–4,8 milioni di tonnellate) della produzione totale di funghi edibili (Masoumi et al. 2015). Sebbene sia stato ampiamente documentato l’impiego del substrato esausto di fungaia come alimento nelle diete per ruminanti (Fazaeli e Masoodi 2006; Mahesh e Mohini 2013; Baek et al. 2017), le informazioni sul valore nutritivo e il possibile impiego del gambo inferiore dei funghi nelle diete per ruminanti sono scarse. Alcuni studi hanno indicato che, oltre ai composti bioattivi, il gambo del fungo (GF) ha un alto contenuto in carboidrati (59,4–69,4%) e in proteina grezza (16,8–29,4%) (OCSE 2007; Nasiri et al. 2013; Baziuon et al. 2020). Quindi, questo sottoprodotto potrebbe essere una buona fonte di energia e proteine per gli animali da allevamento, impiegabile in sostituzione di parte del foraggio e degli ingredienti impiegati per innalzare il tenore proteico della dieta.

Recentemente è stato condotto uno studio per valutare i possibili effetti dell’impiego di tale sottoprodotto come alimento per agnelli da carne (Yousefi et al., 2022) sui processi degradativi in ambiente ruminale, sulle performance di crescita su alcuni parametri ematici implicati con lo stato di salute dell’animale.

L’obiettivo principale di questo studio era di determinare il valore nutritivo del GF per l’impiego come alimento a basso costo nelle diete per ruminanti. Pertanto, in primis sono stati condotti studi in vitro e in sacco per valutare le caratteristiche degradative ruminali della proteina grezza del GF e il valore energetico. I risultati ottenuti da queste sperimentazioni sono stati utilizzati per formulare le razioni sperimentali nella prova in vivo, dove il GF ha sostituito parte degli alimenti convenzionali.

La parziale sostituzione di alimenti convenzionali quali erba medica e farine di colza con GF (con una degradabilità ruminale e una fermentazione relativamente più lente rispetto ai mangimi sostituiti) nella dieta degli agnelli non ha avuto alcun impatto negativo sulla digeribilità totale e sulla concentrazione degli acidi grassi volatili.

Nello studio in vivo, gli autori hanno osservato una concentrazione proporzionalmente più bassa di ammoniaca nel rumine con inclusione del GF, associandola alla bassa degradabilità ruminale della proteina grezza nel GF.

Tutti i valori dei metaboliti del sangue analizzati, Glucosio, Trigliceridi, Colesterolo HDL e LDL, proteine totali, Albumine, Urea-N e Creatinina, rientravano negli intervalli ottimali di riferimento. Gran parte degli effetti benefici osservati dall’integrazione nelle diete di sottoprodotti dei funghi, in sperimentazioni principalmente condotte su animali non sani, sono stati attribuiti ai composti bioattivi presenti. Diversi autori suggeriscono che, per preservare l’azione di tali sostanze bioattive, tali sottoprodotti dovrebbero essere utilizzati freschi o liofilizzati (Guo 2003; Giannenas et al. 2010; Stojkovic et al. 2014; Rathore et al. 2017). Nei ruminanti, gran parte di questi composti possono essere degradati o inattivati nel rumine a causa dell’elevata attività proteolitica. Gli autori sottolineano come la ridotta concentrazione di fosfatasi alcalina, un indice associabile allo stato di salute del fegato, negli agnelli alimentati con GF potrebbe essere correlata all’attività antinfiammatoria indotta dall’integrazione di tale sottoprodotto. Diversi studi indicano come i funghi champignon siano ricchi di zinco, elemento che esercita una forte attività antinfiammatoria (Prasad 2014), oltre ad essere un serbatoio naturale di ergosteroli.

Per quanto riguarda le performance di crescita, l’inclusione del GF nella razione non ha avuto alcun effetto significativo, portando alla riduzione dei costi della dieta del 7,2 e del 14,5% rispettivamente nelle razione dove il tasso di sostituzione era del 10 e 20%.

Pertanto, nella sperimentazione condotta da Yousefi et al. (2022) la sostituzione parziale di alcuni alimenti convenzionali con GF nella dieta di agnelli in accrescimento ha ridotto il costo della dieta senza influire negativamente sulle performance di crescita e sulla salute degli animali. Inoltre, l’inclusione del GF non ha avuto effetti negativi sui livelli di ingestione.

Questi risultati suggeriscono come tale alimento potrebbe essere considerato un prezioso sottoprodotto da impiegare nelle diete per ruminanti con un tasso di inclusione non superiore al 20%.

La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico pubblicato da Italian Journal of Animal Science dove è riportata tutta la letteratura citata: Yousefi, M., Malecky, M., Zaboli, K., Najafabadi, H. J. 2022. In vitro and in sacco determining the nutritive value of button mushroom stipe and its application in growing lambs diet. Italian Journal of Anmal Science 21, 279-290.

Autori

Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Antonio Gallo, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Manuel Scerra – Gruppo editoriale ASPA