Oggetto: Gestione del lupo nell’Alpago

Interrogazione prioritaria con richiesta di risposta scritta P-003659/2021 alla Commissione
Articolo 138 del regolamento
Rosanna Conte (ID), Alessandro Panza (ID)

20 luglio 2021

Negli ultimi anni, il numero di pecore dell’Alpago ha subito un’importante riduzione a causa di predazioni da parte di lupi.

Questi attacchi incontrollati hanno pesanti ripercussioni sull’attività di allevamento: costringono i piccoli allevatori a un carico aggiuntivo di lavoro per gestire le recinzioni e causano una perdita economica, oltre che morale, per la diminuzione delle greggi, soprattutto in casi di piccolissimi greggi allevati per passione e tradizione locale.

Le misure di protezione delle pecore adottate finora non sembrano essere efficaci e si teme un aumento dei lupi anche per le deroghe alla Direttiva Habitat adottate dagli Stati confinanti. Inoltre, il livello di sicurezza percepita è in diminuzione tra gli abitanti della zona e tra i turisti per paura di imbattersi nei lupi stessi.

La funzione delle pecore dell’Alpago è riconosciuta per la tutela della biodiversità e del paesaggio, tuttavia c’è il rischio che gli allevatori abbandonino le attività per un’inadeguata gestione della problematica.

Al fine di fornire soluzioni e strumenti adeguati agli allevatori, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

  1. Qual è lo stadio di avanzamento e quali sono i risultati dei progetti LIFE MIRCO-LUPO e LIFE PLUO?
  2. A che punto è lo stadio di censimento dei lupi?
  3. Intende proporre programmi di gestione ad hoc e una strategia per evitare l’avvicinamento dei lupi ai centri abitati, visto l’aumento delle segnalazioni?

Risposta data da Virginijus Sinkevičius a nome della Commissione europea (1 settembre 2021) 

Il progetto LIFE PLUTO1 del programma dell’UE per l’ambiente e l’azione per il clima ha istituito, come era stato pianificato, i Nuclei cinofili antiveleno e un punto di alimentazione per rapaci. Il progetto ha inoltre aumentato notevolmente il numero di ispezioni e bonifiche di esche e carcasse avvelenate, contribuendo in tal modo all’obiettivo principale della salvaguardia della fauna selvatica.

Il progetto MIRCO-LUPO2 ha aiutato a gestire il fenomeno dell’ibridazione cane-lupo e a ridurne al minimo le conseguenze negative attraverso la neutralizzazione del potenziale riproduttivo degli individui ibridi e dei cani vaganti. Il progetto ha inoltre aumentato i controlli sulle esche avvelenate, ridotto il potenziale rischio sanitario della trasmissione di patogeni dai cani ai lupi, ma anche favorito la consapevolezza del rischio rappresentato dagli ibridi e dai cani vaganti per la conservazione del lupo. Un’altra azione intrapresa dal progetto è stata la predisposizione di una banca dati nazionale sull’ibridazione.

Lo svolgimento di attività di monitoraggio delle specie contemplate dalla direttiva “Habitat”3 è di competenza degli Stati membri. Nel 2020 l’Italia ha avviato un nuovo programma nazionale coordinato di monitoraggio del lupo in tutte le regioni interessate4. Come indicato nella risposta all’interrogazione scritta E-002820/2021, la presenza di lupi in prossimità di insediamenti umani non rappresenta di per sé un problema di sicurezza pubblica. Spetta alle autorità nazionali competenti valutare ogni situazione specifica e adottare le misure necessarie in conformità della legislazione dell’UE e nazionale in materia di protezione della natura.

La Commissione ha avviato una serie di misure volte a incoraggiare il dialogo e la cooperazione tra le autorità degli Stati membri e i portatori di interessi, anche tramite piattaforme dedicate5, e a promuovere le migliori pratiche6 nei metodi di gestione.

 

  1. http://www.lifepluto.it
  2. http://www.lifemircolupo.it
  3. Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).
  4. https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/monitoraggio-nazionale-del-lupo
  5. https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/carnivores/coexistence_platform.htm
    https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/carnivores/regional_platforms.htm
  6. https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/carnivores/promoting_best_practices.htm

 

Fonte: Parlamento europeo