La Conferenza Stato-Regioni raggiunge l’intesa, ai sensi dell’articolo 19-ter della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sullo schema di decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, recante l’adozione del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica.

“Abbiamo dato l’Intesa, in sede di Conferenza Stato-Regioni, al Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica”, dichiara Federico Caner, coordinatore della Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni.

“Ma l’abbiamo condizionata all’accoglimento di un limitato emendamento, – spiega Caner – che precisa maggiormente il ruolo delle Regioni nell’attuazione del Piano quinquennale, in particolare, nella fase di verifica preliminare di idoneità della pianificazione regionale già eventualmente vigente.

Sarà così possibile coordinare in modo più efficace e rapido gli interventi sul territorio. E sarà più certa e garantita l’attuazione delle attività di gestione e contenimento della fauna selvatica”.

In generale il piano, oltre ai ruoli ed attività delle diverse amministrazioni, individua l’insieme dei soggetti che sono autorizzati alle attività di contenimento: cacciatori (iscritti negli ambiti territoriali di caccia); guardie venatorie; agenti dei corpi di polizia locale e provinciale (con licenza per l’esercizio venatorio); proprietari o conduttori dei fondi (con licenza per l’esercizio venatorio).

Sarà previsto anche il supporto tecnico del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei carabinieri.

“Un passo avanti rilevante per la lotta alla peste suina africana”, così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha commentato l’intesa raggiunta.

Raggiunta l’intesa anche sulla ricostituzione del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, reso più efficiente rispetto alla precedente composizione. “L’obiettivo è quello di dare, con maggior tempestività ed efficacia, il proprio apporto consultivo in tutte le scelte che riguardano questo delicato settore, dove si intrecciano le istanze non solo delle Regioni ma anche degli agricoltori e dei cacciatori”, ha spiegato il ministro.