Si è tenuta ieri la fase finale dell’iniziativa “DOP&Go” che ha avuto come protagoniste quattro eccellenze del mondo del formaggio, ovvero: Asiago DOP, Gorgonzola DOP, Pecorino Sardo DOP e Taleggio DOP.
I Consorzi di Tutela di queste specialità si sono uniti creando un progetto, insieme al Mipaaf, finalizzato a diffondere la cultura delle D.O.P. ad un pubblico più ampio. È stato dato un taglio decisamente innovativo ed originale a questo viaggio divulgativo, avvalendosi di un conduttore di eccezione, il food blogger Maurizio Rosazza Prin, che ha presentato in prima persona i risultati raggiunti paragonando le DOP alla “spunta blu che gli influencer hanno su Instagram”, e aggiungendo: “se si pensa che un italiano su quattro è influenzato nei suoi acquisti dal mondo social, divulgare informazioni eticamente corrette è fondamentale per la società”.
Effettivamente i numeri di questa campagna sono stati considerevoli se si pensa che sono stati raggiunti 1.582.628 di profili, 45.752 interazioni, e 448.117 riproduzioni video, nell’arco del mese in cui si è svolto il viaggio, partito da Milano e passato per Bologna, Firenze e Roma. Interessantissimo il dato che emerge sull’età anagrafica del pubblico raggiunto, rappresentato principalmente da giovani tra i 18 e i 24 anni, che fa riflettere sulla maggiore attenzione che i ragazzi hanno nei confronti dei prodotti di qualità.
Una sorta di caccia al tesoro dove in ogni tappa è stata scoperta una nuova ricetta di uno chef segreto, che alla fine scopriremo essere il comico Gianluca Impastato, dedicata ad uno dei quattro formaggi protagonisti. Ogni prodotto è stato abbinato con ingredienti ricercati come il Taleggio Dop con la crema di zucca e il pane integrale, il Gorgonzola Dop con la mostarda di pere e pane toscano, la piadina con Mortadella di Bologna, pecorino sardo Dop maturo e cipolle caramellate, e la focaccia romana con porchetta di Ariccia, Asiago Dop fresco riserva e champignon crudi.
Insomma si può dire che l’iniziativa abbia raggiunto a pieni voti l’obiettivo prefissato, come è emerso anche dal commento rilasciato dagli stessi rappresentanti dei Consorzi cui, prima della degustazione finale offerta ai giornalisti presenti in sala, è stata passata la parola.
In particolare, Annalisa Uccella, del Consorzio del Pecorino Sardo DOP, sottolinea come l’abbinamento proposto evidenzi la versatilità del loro prodotto che si adatta a molti tipi di ricette e di utilizzo e che una recente ricerca ha dimostrato essere completamente privo di lattosio già dopo il secondo mese di stagionatura.
Interviene poi Stefano Fontana, del Consorzio del Gorgonzola DOP, ricordando che questo prodotto affonda le sue radici attorno agli anni 1000, possiede una grande palatabilità ed è stato di recente definito “mood food” in quanto sembra abbia effetto a livello cerebrale nel migliorare l’umore e rallegrare. Attualmente il 90% della produzione è della tipologia dolce mentre il 10% è piccante, più particolare e intenso come sapore ma ad oggi in crescita sul mercato.
La parola viene passata poi a Roberto Fulgosi, Consorzio del Taleggio DOP, che sottolinea quanto la collaborazione tra i quattro Consorzi sia stata alla base dell’ottima riuscita dell’iniziativa. Il Taleggio Dop è un prodotto versatile in cucina, utilizzabile anche come crema su alcune pietanze e facilmente abbinabile a vini sia bianchi che rossi, per il suo gusto marcato e caratteristico.
Conclude il giro dei rappresentanti dei consorzi Luca Cracco, del Consorzio Asiago DOP, evidenziando che nella ricetta proposta durante il tour è stata utilizzata la tipologia di Asiago “fresco riserva” DOP, una novità introdotta nel disciplinare di produzione nel 2020 che posiziona questo prodotto nella fascia di maturazione a 40 giorni, a differenza del classico fresco che ha una stagionatura fino a 20 giorni. Coglie l’occasione per raccontarci anche che è stato deciso di iniziare ad utilizzare caglio vegetale per andare incontro ai consumatori vegetariani, e che si sta lavorando sulla valorizzazione del prodotto stagionato, che rappresenta una fetta di mercato di circa il 15% a fronte dell’ 85% del fresco. Altro importante cambiamento di questi ultimi anni è stata l’eliminazione del lisozima per perseguire quegli obiettivi di naturalità del prodotto e sostenibilità a loro molto a cuore. Cracco chiude dicendo che i consorzi spendono molto tempo e dedizione per garantire che i soci rispettino i disciplinari ed hanno la responsabilità di impegnarsi altrettanto nel comunicare il gran lavoro che c’è dietro al prodotto finito per garantirne la qualità e gli standard che rappresentano.
L’incontro si conclude con un’ulteriore considerazione condivisa, ovvero che è giunto il momento di raccontare “l’esterno della forma di formaggio”, ovvero tutto ciò che ruota attorno ad essa: il lavoro, l’ambiente, il territorio.





































































